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PARTO > IL PARTO CESAREO

Si definisce parto cesareo la nascita del feto attraverso un'incisione della parete addominale, laparotomia e del segmento inferiore dell’utero, isterotomia.

L'incidenza del taglio cesareo è aumentata negli ultimi 20 anni dal 5% del 1968 al 15-25% del 1998, fino al 34,9% del 2004, percentuale variabile a seconda delle diverse legislazioni ed organizzazioni sanitarie. Le ragioni che hanno portato ad una così elevata incidenza di utilizzo del taglio cesareo non sono completamente chiare, sicuramente giocano un forte peso anche fattori di ordine sociale ed economico.



 

Indicazioni più frequenti al taglio cesareo:

- Nascita del precedente bambino attraverso il taglio cesareo: si è ritenuto infatti che la cicatrice del pregresso cesareo rappresentasse un punto di debolezza della parete uterina; l'incidenza della rottura d'utero durante il parto spontaneo è più frequente nelle donne con pregresso TC che nella popolazione generale. Tuttavia l'esperienza degli ultimi anni ha dimostrato che la cicatrice uterina è un punto sufficientemente resistente da poter sostenere nella maggior parte dei casi lo stress meccanico del travaglio di parto.

- Distocia o difficoltà nella progressione del travaglio di parto: in genere se dopo 6-8 ore di travaglio la dilatazione del collo non supera i 3 cm, oppure non ci sono contrazioni uterine ritenute valide, molti ginecologi ricorrono al taglio cesareo.

- Presentazione podalica: il taglio cesareo a causa della presentazione podalica ha ridotto il numero delle complicanze del parto spontaneo, come la compressione del funicolo soprattutto nella prima gravidanza. Studi americani hanno tuttavia sottolineato che la selezione delle pazienti consente di ricorrere al cesareo solo nei casi strettamente necessari, senza incrementare il numero delle complicanze o dei danni fetali.

- Stato di sofferenza fetale: l'uso della registrazione dell'attività cardiaca continua durante il travaglio di parto ha sicuramente contribuito ad anticipare la diagnosi di sofferenza fetale acuta. Tuttavia l'attendibilità e l'accuratezza della cardiotocografia sono ancora oggetto di discussione. La misurazione dell'ossigenazione fetale, mediante puntura diretta della testina è un metodo univocamente riconosciuto come più affidabile.

Più specificamente le indicazioni si distinguono in materne e fetali.
Le indicazioni materne includono tutte quelle condizioni che impediscono il parto spontaneo, come il bacino piccolo, aneurismi cerebrali o ipertensione endocranica, epilessia, squilibri metabolici, gravidanza oltre il termine, gravidanza plurigemellare, etc.
Le indicazioni fetali sono la macrosomia, il ritardo di crescita intrauterino, malformazioni (come l'ernia addominale o del sistema nervoso centrale) la sindrome emolitica neonatale, il polidramnios, l'ologoidramnios e le sinechie intraamniotiche, la placenta previa, le patologie del funicolo, etc.



Come si esegue il taglio cesareo

L'anestesia: si tende a prediligere l'anestesia spinale, in quanto meno dannosa per il feto, facilmente tollerabile dalla paziente, non associata a problemi di risveglio.
L'incisione laparotomica viene eseguita al di sopra della linea dei peli pubici, leggermente concava verso l'alto. Il feto viene estratto manualmente, segue la rimozione manuale della placenta.

L'ospedalizzazione dura da 3 a 5 giorni. I punti verranno rimossi 7-10 giorni dopo l'intervento.

Per gli effetti sulla salute della madre e del neonato, legati al ricorso al Taglio Cesareo elettivo (Tce), si consulti http://www.saperidoc.it/file/367_1.pdf Nella tavola viene anche riportata la classificazione dei livelli di prova adottati dalla linea guida del Centro nazionale collaborativo per la salute materno-infantile (National collaborating centre for women’s and children’s health - NCC-WCH) del Regno Unito, dalla quale questa valutazione è tratta.
Poiché l’efficacia del Tce nel migliorare l’esito del nato pretermine rimane incerta, la linea guida NCC-WCH raccomanda di non proporre routinariamente in questa condizione un TC elettivo al di fuori di un contesto di ricerca clinica.

E’ molto importante sapere che le donne con un pregresso TC possono, in una successiva gravidanza, affrontare un parto vaginale detto VABC ( Vaginal Birth After Cesarean )., verificando tale possibilità con quello che si definisce travaglio di prova. In questo caso, se il travaglio inizia spontaneamente, circa il 70 % delle partorienti può affrontare il parto vaginale; la percentuale aumenta fino al 90% se il primo TC è stato effettuato a una dilatazione cervicale superiore a 7 cm.
Il supposto rischio di rottura dell’utero per scollamento della cicatrice (principale giustificazione al ricorso ad un TC dopo precedente TC) è molto raro; riguarda infatti una percentuale che varia tra lo 0,09% e lo 0,02% dei casi. Quando invece il travaglio viene indotto, si è visto che un uso appropriato delle prostaglandine (gel) è compatibile con il buon esito del parto. In questo caso, la gestione del travaglio è identica a quella relativa ad un travaglio di una partoriente non pre-cesarizzata, se non per alcuni aspetti quali: il costante monitoraggio del bambino durante tutto il travaglio, l’eventuale infusione di ossitocina non deve superare le 2-3 ore, la manovra di Kristeller è controindicata.
Le eccezioni ad un travaglio di prova riguardano le stesse condizioni che giustificano anche un TC elettivo, ovvero:

- pregressi interventi chirurgici sull’utero (asportazione di fibromi, della parete muscolare)

- incisione longitudinale sull’utero nel pregresso TC anziché trasversale (come ormai più comunemente si pratica nei cesari).


Bibliografia:

M. Wagner , Choosing caesarean section, Lancet 2000; 356: 1677-80

M. Odent, The cesarean, Free association Books, 2004

WHO (1985), Appropriate tecnology for birth, Lancet, 2,436-437.

C. Signorelli, L’incremento dei cesarei in Italia: un problema ostetrico e di sanità pubblica, Agenzia Sanitaria Italiana, 1996, 30, 10-11


Associazioni attive per informazioni sul parto cesareo:

www.icanon-line.org : International Cesarean Awareness Network, Inc. (ICAN) organizazione no-profit fondata da Esther Booth Zorn nel 1982. a missione dell’ICAN è di promuovere e tutelare la salute della mamma e del bambino attraverso la prevenzione di tagli cesarei che non sono necessari . Ciò grazie all’informazione, al sostegno, al supporto alle donne e alla promozione del VBAC.


http://it.groups.yahoo.com/... gruppo di discussione per chi desidera affrontare un parto naturale dopo un cesareo e per tutte coloro che desiderano semplicemente partorire nel modo più naturale possibile.


Per saperne di più:

www.iss.it
www.paginemediche.it
www.lostetricainforma.it
www.saperidoc.it
www.epicentro.it
www.birthworks.org
www.ostetriciaginecologia.it
www.ican-online.org sito dell’International Cesarean Awareness Network per l’informazione corretta sul cesareo e la prevenzione di interventi inutili