Il travaglio-parto in acqua si rende il passaggio “dall’acqua alla terra” il meno traumatico per il nascituro e meno faticoso per la madre.
In Occidente, il primo ad utilizzare l’acqua durante il travaglio ed il parto fu l’ostetrico francese Michel Odent, che nel 1977 installò, in una stanza dell’ospedale francese di Pithiviers,una semplice piscina gonfiabile, nella quale le madri potevano immergersi durante il travaglio, con lo scopo di aiutarle a sopportare meglio il dolore ed a raggiungere prima la dilatazione completa. A volte il parto avveniva in acqua, tuttavia Odent osservò che le madri preferivano uscire dall’acqua per affrontare la fase espulsiva. Nonostante la vasca fosse a disposizione per favorire l’andamento del travaglio e non con lo scopo di partorire, Odent si rese conto che il parto avvenuto in acqua non comportava rischi particolari.
Fonte: Alessandra Cellana, D&D n. 48
La pratica del parto in acqua è molto diffusa oggi anche in Italia,
dove molti ospedali dispongono di una vasca.
In alcuni ospedali la partoriente trascorre in acqua solo le prime fasi
del travaglio, poi esce dalla vasca per partorire nel lettino. L’immersione
in acqua calda favorisce la fase dilatante del travaglio poiché regola
le contrazioni uterine, mentre il contrasto tra la forza di gravità
durante l’immersione (che è ridotta) e quella che si stabilisce
fuori dell’acqua (normale) favorisce la fuoriuscita del feto nella
fase espulsiva del parto.
In altri ospedali, invece, anche la fase espulsiva del parto avviene in
acqua.
[Elenco
degli ospedali in Italia attrezzati per il travaglio-parto in acqua]
Vantaggi del parto in acqua per la madre
- l’acqua migliora l’elasticità dei tessuti e il rilassamento dei muscoli perineali; questa minor tensione muscolare accelera la fase dilatante del travaglio, che nei parti in acqua dura 30-40 minuti in meno rispetto ai parti normali.
- L’acqua, inoltre, allevia il dolore delle contrazioni, soprattutto nella fase dilatante del travaglio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’efficacia dell’idroterapia come tecnica, alternativa a quella farmacologica, in grado di ridurre il dolore: nei parti in acqua la richiesta di antidolorifici è rara.
- L'immersione in acqua calda, permette il rilassamento della muscolatura e la produzione di endorfine: sostanze naturali con effetto analgesico e miorilassante.
- dimuzione delle episiotomie (per il maggior rilassamento della muscolatura del perineo
- L’acqua diminuisce l’effetto della forza di gravità, rendendo più facili alla donna i movimenti e le posizioni che preferisce adottare durante il travaglio: in sostanza riduce la fatica.
- Il rapporto bioenergetico con l'elemento acqua, favorisce inoltre il contatto interiore e profondo della partoriente. Si sa che solo l'assenza di stimoli dell'ambiente esterno può permettere lo stato di concentrazione, necessario a favorire il contatto completo corpo-psiche-anima, per ottenere la produzione di endorfine e ossitocina. Quest’ultimo ormone è prodotto dall'ipofisi, una piccola ghiandola posta sotto gli emisferi cerebrali è quindi la porzione più antica del cervello a regolare il travaglio. Ed è per questo motivo che gli stimoli esterni, sollecitando la corteccia, inibiscono i fisiologici processi neurochimici.
Vantaggi del parto in acqua per il bambino
- i tempi ridotti del travaglio-parto e la maggior produzione di endofine
materne, che passando la placenta determinano un effetto sedante e rassicurante,
sono condizioni favorevoli all'esperienza di nascita
- nasce passando da un liquido all’altro e risente meno del trauma
del parto.
- a differenza del travaglio normale, in caso di rottura delle membrane,
in acqua si ha un continuo ricambio di liquido, pertanto, il liquido che
avvolge costantemente il feto non diminuisce e non si manifestano episodi
di sofferenza fetale.
Il parto in acqua, però, non è sempre consigliabile. Esistono dei criteri di valutazione: è necessario che la gravidanza sia giunta a termine regolarmente e che il travaglio proceda normalmente; non è indicato nelle gravide con un precedente parto cesareo, in quelle con un feto di peso stimato elevato (perché il travaglio potrebbe essere troppo lungo), in quelle che soffrono d’ipertensione arteriosa o di malattie cardiache.
Dalle ricerche internazionali sul parto in acqua, non è mai emerso
alcun rischio igienico nella pratica del parto in acqua.
In merito alla possibilità per il nascituro di inalare acqua in occasione
del parto, occorre segnalare che il riflesso apneico è perfettamente
funzionante.
La percezione della presenza di acqua a livello peribuccale inibisce la
respirazione.
E nel caso in cui dell'acqua entri nel cavo orale, il riflesso faringeo
stimola la deglutizione.
In ogni caso, è bene sapere che al momento della nascita, l'ostetrica/o
non lascia il piccolo sott'acqua, lo sorregge in superficie detergendo il
viso.
Bibliografia:
M. Odent, L’acqua e la sessualità - Edizioni RED
J. Balskas e Y. Gordon, Manuale del parto in acqua- Edizioni RED
B. Lepori La nascita e i suoi luoghi - Edizioni RED
M. Enkin, M. Keirse, I. Chalmers L’efficacia delle procedure di assistenza alla gravidanza a al parto - Edizioni RED
Verena Schmid Il dolore del parto - Edizioni Centro Studi il Marsupio 1998
Per saperne di più:
www.partoinacqua.it
www.nascitadolce.it
www.paganotti.it
www.mammole.it
www.epidurale.it