![]() |
![]() |
PARTO > NOVITA'PILLOLE DI…CONOSCENZA... Nel settembre 2006, la rivista americana Birth ha pubblicato i risultati di uno studio, dal titolo "Infant and Neonatal Mortality for Primary Cesarean and Vaginal Births to Women with ''No Indicated Risk''; la ricerca indaga la relazione tra mortalità infantile e neonatale e il tipo di parto, vaginale o cesareo (specificamente, lo studio prende in considerazione donne primipare cesarizzate).Tra il 1998 ed il 2001 negli Stati Uniti sono stati 5,762,037 i nati vivi e 11,897 i bambini morti. I rischi di mortalità infantile e neonatale nei nati da donne a basso rischio di cesareo (ovvero con gravidanza a termine, non gemellare, con presentazione cefalica e senza che in esse siano emerse, durante il travaglio e/o il parto, complicazioni identificate sul certificato di nascita del bambino) sono stati valutati focalizzandosi sui dati nazionali riguardanti il tipo di parto (cesareo o vaginale) e la causa di morte. I dati analizzati includono tutti i nati e oltre il 98% dei bambini morti negli Stati Uniti, nel suddetto quadriennio, tenuto conto delle ampie variabilità di condizioni socio-demografiche e mediche disponibili per l'analisi. Dallo studio risulta che i tassi di mortalità neonatale (< 28 giorni) e infantile (< 12 mesi) sono fortemente influenzati dalla modalità di parto: per quel che riguarda la mortalità infantile nelle madri primipare, il taglio cesareo ne ha incrementato il tasso del 56% rispetto al parto vaginale; nelle madri multipare, il tasso di mortalità infantile in coincidenza con parto cesareo è stato più del doppio rispetto a quello per parto vaginale. Anche riguardo la mortalità neonatale totale, il tasso è stato più elevato fra i bambini partoriti mediante taglio cesareo (1,77 per 1.000 nati vivi) rispetto a quelli partoriti per via vaginale (0,62). Pur rimanendo, il taglio cesareo, un intervento salva-vita per madri e bambini, quando le condizioni mediche lo rendano necessario, attualmente si assiste al fenomeno di un forte aumento del numero di tagli cesarei senza adeguata e giustificata indicazione medica. Ciò mette inavvertitamente un grande numero di neonati a rischio di mortalità neonatale per ragioni che rimangono incerte. Per la lettura del testo integrale e/o approfondimenti si veda la rivista BIRTH 33:3 September 2006. |
![]()
|
| © by green consulting & Catnic S.r.l | |